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Fare affari nel Bangladesh

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Il PIL ha registrato un tasso di crescita stimato del 5,9% nell’anno finanziario(1-7-2008/30-6-2009). Il maggior contributore alla formazione del PIL resta pur sempre il settore dei servizi; anche l’industria ha segnalato una ripresa. La finanziaria 2008- 2009 ha confermato le agevolazioni fiscali all’importazione di materie prime e macchinario, in alcuni casi anche ampliandole. Continuano, pertanto, a sussistere possibilità di esportazione nel settore del macchinario, particolarmente quello relativo al settore tessile e quello della lavorazione delle pelli, nonché delle apparecchiature. La crescita della classe media e medio-alta induce a consigliare alle nostre imprese di attivarsi nel campo dei generi di consumo. In tema di investimenti esteri vige una politica piuttosto liberale. Gli investimenti esteri sono incoraggiati e sono equiparati a quelli locali per quanto riguarda le politiche fiscali e quelle relative alle importazioni/esportazioni anche se, di fatto, decisioni definitive rispetto alle proposte di investimento avanzate, soprattutto da parte di grandi gruppi, possono prendere il loro tempo. Di regola non è prevista l’autorizzazione preventiva, è ammessa la proprietà estera, non vi sono restrizioni al rimpatrio del capitale investito e di dividendi ed il rischio di esproprio è contenuto. A favore di decisioni ad investire va considerato il fatto che il Paese conta su una vasta base di forza lavoro giovane ed a basso costo, su un mercato interno di 160 milioni di persone circa e sul vasto bacino asiatico grazie alla sua posizione geografica. Le opportunità maggiori di investimento continuano a rimanere nelle infrastrutture, nel settore dei servizi e nel settore manifatturiero. Le Export Processing Zones sono otto e sono collocate nelle aree circostanti le principali Città.